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Cosa dovremmo aspettarci dal nuovo Piano che Marchionne presenterà oggi 6 maggio 2014?

Il punto fondamentale è l’ennesimo rilancio Alfa Romeo con il nuovo pianale modulare in sviluppo nei capannoni fuori Modena di cui parlerò in termini di tempistiche e tecnica prossimamente. A livello di approccio sicuramente l’idea di scorporare Alfa Romeo permette di far percepire ai clienti il cambiamento rispetto al passato, come se si tirasse una linea netta con il passato in modo tale che Alfa Romeo non sia più considerata come l’Alfa fatta da Fiat o “Alfiat”, ma di qualcosa di realmente nuovo.

Inoltre con la creazione di una nuova società Marchionne potrà far risaltare i conti ed eventualmente creare nuovi debiti se non addirittura quotare parte della stessa Alfa Romeo visto l’impegno di risorse per poter lanciare tutta la gamma (segmenti D ed E).

Oltre a questo FiatChrysler annuncerà una nuova generazione di motori a 3 e 4 cilindri in alluminio modulari probabilmente con la possibilità della disposizione sia trasversale che longitudinale come fatto da Bmw (considerate però che Fiat utilizzava la modularità tra benzina e diesel e tra 4 e 5 cilindri già negli anni ’90 con i Pratola Serra). La variante a 4 cilindri di questi nuovi motori ritengo possa debuttare proprio su Alfa Romeo in modo da far risaltare tale motore come un vero motore da vendere a livello di puro marketing come “Alfa sviluppato con Ferrari” (oltre al fatto che montare il 1750 turbobenzina longitudinalmente sul pianale “Giorgio” avrebbe comportato molte modifiche costose). La produzione dovrebbe essere sempre nell’impianto campano di Pratola Serra, ma non è esclusa la possibilità di realizzare tale motore anche nell’impianto di Termoli.

A livello di produzione auto Mirafiori sembrerebbe il candidato ideale per la produzione delle nuova Giulia e dell’Alfetta poiché l’ambizioso piano di Marchionne dovrebbe comportare una produzione decisamente superiore alle 200’000 unità l’anno per Alfa Romeo a cui si potrebbero aggiungere il Suv Levante più volte annunciato nell’impianto piemontese, ma non ancora concretizzato. Una via d’uscita potrebbe essere l’impianto di Cassino con la realizzazione della seconda linea da dedicarsi alla nuova piattaforma e a tutte le auto su cui verranno realizzate. Si tratterebbe, però, di una scelta che potrebbe comportare un forte vincolo se la produzione si saturasse un po’ come successo a Grugliasco dove risulta impossibile realizzarsi il Suv Levante per aver raggiunto la quasi saturazione della linea produttiva con Ghibli e Quattroporte.

Passando ai motori americani penso che si manterranno i 4 cilindri attuali rivisti e migliorati con la possiblità dell’iniezione diretta alla quale verrà probabilmente affiancato una versione turbo chiamato Hurricane (sempre ad i.d.). Anche i V6 nei prossimi anni otterranno tali sistemi così da cercare di coprire al meglio l’assenza di un V8 più piccolo dell’Hemi. Vi potrebbe anche essere la realizzazione non solo della versione con il compressore volumetrico chiamato Hellcat, ma anche una versione più piccola di tale motore per coprire il buco tra il V6 di 3,6 litri e l’Hemi da 5,7 litri (vi è anche un Hemi da 6,4 litri oltre che la variante SRT con tale cilindrata).

Dodge dovrebbe aumentare il proprio orientamento verso la “muscle car americana” come avevo già sottolineato nel 2009 all’indomani della presentazione del precedente Piano quinquennale di Marchionne. La dimostrazione è il buon andamento di Charger e Challenger e il mancato successo di Dart che risulta avere un frontale poco aggressivo così come l’assenza della trazione posteriore e motorizzazioni poco accattivanti, manca sia il V6 Pentastar che della versione 2,0 turbo (che dovrebbe arrivare già dopo la metà del 2015 sempre sulla base del 4 cilindri Gema).

Jeep dovrebbe essere invece il marchio che si internazionalizzerà di più insieme ad Alfa Romeo tanto che i due brand dovrebbero avere i Saloni in comune, a livello progettuale si pensa alla realizzazione del Wagoneer e cioè di un Suv più grande del GranCherokee con 7 posti in modo da prendere il posto del seppur valido Dodge Durango. Potrebbero anche essere annunciati altre varianti del Wrangler come ho già sottolineato nell’articolo del novembre 2012 http://ift.tt/Q1ac9K.

Oltre a questi sarà annunciato l’erede unico del Compass e del Patriot che potrebbe arrivare nel tardo 2015 sempre realizzato sulla piattaforma modulare C-US-Wide utilizzata da Dart e dal Cherokee.
Per quanto riguarda il marchio Chrysler il mio parere è quello che debba avere due linee di prodotto come fatto anche da Lexus con GS a trazione posteriore ed ES con trazione anteriore, la rivale di quest’ultima berlina fullsize americana potrebbe essere un’ottima base (non un brutale remarketing) da cui partire per realizzare una Lancia oltre a condividere la piattaforma con i prossimi MPV che si divideranno tra MPV Town&country Chrysler, furgone Ram e Crossover Dodge. Veniamo quindi al marchio italiano che più di tutti ha patito negli ultimi anni, sebbene anche per esso vi possa essere una dimensione ed è quella del ritorno agli anni ’80 con il ritorno al “Granturismo” mantenendo al tempo stesso quanto di buono fatto con Musa e la precedente Ypsilon. Il mancato successo di Delta e di Thema ha dimostrato infatti che un nome non significa automaticamente vendere e guadagnare come per 500, ma che l’estetica debba essere coerente con il nome e con il marchio. Purtroppo, però, non so che spazio Marchionne lascerà a Lancia, anzi potrebbe essere l’annuncio del requiem, anche se come sottolineo da tempo con i prodotti giusti sarebbe stata un ottimo marchio e lo potrebbe essere ancora.

Enzo Ceroni – Hainz 06/05/2014
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Ed ecco a voi finalmente le foto fatte dal Gruppo Hainz al Salone di Ginevra del 2014

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Diciamo che il Renegade mi ha veramente convinto: molto squadrato, molto aggressivo e come sostengo da sempre molto personale e in linea con il passato. Jeep ha di fatto rinnegato se stessa o meglio la Cherokee anch’essa presentata a Ginevra per il mercato europeo con il diesel 2,0 da 140 e 170cv anche con l’automatico a 9 marce Zf prodotto su licenza da Chrysler stessa. La medesima motorizzazione con lo stesso cambio sarà disponibile anche per la piccola Renegade sulla quale si può anche optare per la conosciuta motorizzazione benzina Multiair turbo di 1,4 litri.

A livello estetico i fari tondi confermano l’impostazione classica e riconoscibile che una Jeep deve avere, tale “stemma” è persino presente nei fari anteriori e posteriori al centro. Nella versione normale i listelli sono cromati richiamando e sottolineando la parentela stilistica con il Wrangler, mentre la versione Trailwahk che dovrebbe essere ancora più affine è dotata di listelli di plastica che potete ammirare nella foto di seguito che stonano un pò e danno una sensazione di “cheap” e di plastica che mal si adatta all’auto e ad altre rifiniture o attenzioni.

La trazione integrale è una garanzia Jeep e così come per il Cherokee i tecnici italiani insieme a quelli americani hanno messo a punto una trazione integrabile inseribile con molta rapidita e sono intervenuti con sospensioni posteriori differenti con molla e smorzatore coassiali così da permettere una migliore escursione.
Insieme a questa piccola fuoristrada Fiat realizzarà sempre sulla piattaforma B-Wide che ha debuttato con la 500L la piccola Suv di Casa Fiat, la 500X che è già stata presentata a livello statico già tempo addietro.
La produzione delle due auto è affidata all’impianto italiano di Melfi accanto alla linea produttiva della Punto che passerà abbastanza in secondo piano dato che le stime produttive dei due Suv sono di 250’000 unità l’anno che ritengo cautelative in quanto 500X e Renegade dimostrano l’ottima capacità di Fiat nel differenziare un prodotto partendo dalla medesima base tecnica così da intercettare clienti con esigenze differenti.

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Finalmente la 4C riceve i fari che merita!

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Le prime foto del Jeep Renegade e della versione Trailwahk

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Ecco a voi le prime immagini del Salone di Ginevra della Maserati Alfieri

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In Egitto le tasse di importazione sulle auto sono estremamente elevate tanto che vi sono impianti produtti per esempio Bmw e Jeep Wrangler, ancor più diffisure delle Peugeot 504 sono le Fiat 131 che erano prodotte in Turchia e importate in Egitto grazie ad accordi bilaterali tra i due Paesi:

http://www.gruppohainz.it/fiat/dove-sono-finite-le-fiat-131/

Le varie dichiarazioni e memorandum d’intesa sottoscritti da parte di Fiat, Volkswagene e mazda spesso sono veri e proprie strategie mirate per una guerra mediatica e non, Marchionne è maestro anche se ha perso qualche occasione come Suzuki, la Cina, l’India e la Russia.  

www.gruppohainz.it/marchionne/giocare-a-scacchi/

Articolo dell’aprile 2011 nel quale si spiegava i vantaggi dell’acquisizione di Opel (insieme a Saab) da parte di FiatChrysler

http://www.gruppohainz.it/fiat/se-fiat-avesse-acquisito-opel-e-saab/